Aldo (1931-2010), poeta dilettante-dialettale romanesco, nella vita si è sempre occupato d'altro ma nei momenti di tranquillità amava trascorrere il suo tempo libero componendo brevi sonetti nella sua 'lingua' natia. Quel dialetto che aveva imparato sin da piccolo nella sua Testaccio, quando giocava con quel pallone di fortuna a piazza Santa Maria Liberatrice o all'oratorio negli ormai lontani anni '30 prima che la guerra interrompesse ogni sogno di bambino.

Quell'inconfondibile accento non lo abbandonò mai, un segno di orgoglio, abitudine e distinzione, una musica per le nostre orecchie poco abituate a certe parole lontane e desuete. Epocali i suoi "Se ved...iamo" con i quali puntualmente salutava i suoi amici cari.

A Roma il suo nome non poteva che diventare per tutti "Ardo" e giocando con le parole lui aggiungeva un laconico "...e nun consumo!" riferendosi alla brace oppure ad una candela che arde ma paradossalmente rimane intatta e non si consuma. Ecco spiegato il nome di questo sito, creato in suo ricordo, un nome po' lungo per la verità, ma sicuramente quello che avrebbe scelto lui:

                                                 Ardo e nun consumo!



Abbiamo qui selezionato un po' di quei componimenti con i quali rallegrava le occasioni speciali.
Adesso spetta a voi leggerli e dare un giudizio spassionato alla fine.


Ma non ci siamo fermati qui, ci sono pagine con i sonetti dei poeti romani per eccellenza, e  altro ancora. Tutto con un unico particolare in comune: Roma.














   

 

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